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RINGRAZIAMENTI


Quel che una pianta sa non sarebbe mai stato pubblicato senza lo stimolo di tre donne straordinarie.

La prima è mia moglie Shira, che mi ha incoraggiato ad andare oltre, a fare qualcosa che esulasse dalle ricerche e dai testi accademici e, alla fine, a premere il taso “Invio”. Senza il suo amore e la sua determinazione, questo libro non sarebbe mai nato.

La seconda è la mia agente Laurie Abkemeier. La sua esperienza, la sua tenacia e il suo supporto, nonché il suo incrollabile ottimismo, hanno fatto sentire un autore esordiente simile a un veterano vincitore del premio Pulitzer. Sono stato fortunato a trovare non soltanto un’agente, ma anche un’amica.

La terza è la mia editor di Scientific American/Farrar, Straus and Giroux, Amanda Moon, che si è assunta il duro compito di trasformare il mio eloquio accademico in una proa leggibile. Amanda ha lavorato instancabilmente per correggere e ricorreggere ogni capitolo, e poi ricominciare una terza, una quarta e una quinta volta, sempre con la massima pazienza.

Molti scienziati di tutto il mondo mi hanno aiutato a trasformare questo libro in un lavoro scientificamente corretto. I professori Ian Baldwin (MaxPlanck Institute for Chemical Ecology), Janet Braam (Rice University), John Kiss (Miami University), Viktor Zarsky (Accademia delle Scienze della Repubblica Ceca) e Eric Brenner (New York University) sono stati così gentili da sottrarre tempo ai loro serrati impegni per leggere parti di questo libro e assicurarsi che l’informazione scientifica vi fosse presentata correttamente. L’idea del volume ha avuto origine da una discussione con Eric, e io gli sarò eternamente grato per la sua intuizione, per il suo incoraggiamento e per la sua amicizia. Ringrazio anche il professor Jonathan Gressel (Weizmann Institue of Science), la dottoressa Lilach Hadany (Università di Tel Aviv), il professor Anders Johnsson (Università norvegese di scienza e tecnologia), il professor Igor Kovalchuck (Università di Lethbridge) e la dottoressa Virginia Sheperd (Università del Nuovo Galles del Sud) per gli input forniti durante i vari stadi di questo progetto. L’influenza dei miei mentori, il professor Joseph Hirschberg e il professor Xing-Wang Deng, si fa sentire in tutta la scienza che pratico e che scrivo.

Ringrazio Karen Maine per le sue correzioni e la diligenza nel mantenermi nei tempi, Ingrid Sterner per una meravigliosa revisione dei testi e il team di Scientific American/Farrar, Straus and Giroux, con il quale è stato stupendo lavorare.
Sono fortunato ad avere colleghi fantastici all’Università di Tel Aviv, che hanno fornito parecchie fruttuose discussioni e concetti chiacchierando nei corridoi. In particolare, molte idee di questo libro sono state esplorate inizialmente con i professori Nir Ohad e Shaul Yalovsky nel nostro corso “Introduzione alle scienze delle piante”. Voglio ringraziare i miei colleghi di laboratorio, Ofra, Ruti, Sophie, Elah, Mar e Giri, per aver accettato le mie assenze nel supervisionare le loro ricerche mentre scrivevo il libro e in particolar modo la dottoressa Tally Yahalom, che mi ha sostituito nella direzione del laboratorio. La mia interazione giornaliera con loro è un costante promemoria del motivo per il quale fare ricerca è così eccitante. Sono anche in debito con i benefattori del Manna Center for Plant Biosciences, che hanno contribuito a mostrarmi come la modestia abbinata a un scopo consenta di raggiungere obiettivi importanti.

Vorrei ringraziare Alan Chapelski per la mia foto e Deborah Luskin, che mi ha aiutato a cominciare il lavoro di scrittura. La mia famiglia e i miei parenti sono stati di infinito sostegno. Da mia sorella Raina a Ehud, Gitama, Yanai, Phyllis, fino a mia madre Marcia, sono stati i primi lettori del manoscritto. Sarò loro per sempre grato di questo. I miei figli Eytan, Noam e Shani sono costante fonte di gioia e sono stati in grado di aiutarmi nel trovare le parole giuste. Infine, un grazie a mio padre David, che mi ha offerto revisioni e costante sostegno, e ha vissuto indirettamente attraverso la pubblicazione del libro.


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